L’onda anomala approda al KOROVA

novembre 25, 2008

! mercoledì 26 novembre APERITIVO_SERATA con MOSTRA FOTOGRAFICA sul tema: il corteo dell’11/11. Saranno esposte le opere del fotografo Alejandro Ventura e le fotografie degli studenti da lui selezionate.

vi attendiamo numerosi…

quando? 18.00 – 22.00
dove? Korova milk bar,
via Croce Bianca, 51
Ferrara

prossimi appuntamenti, in collaborazione con i coordinamenti attivi a Ferrara e agenti su tutti i livelli dell’istruzione

novembre 13, 2008

BANCHETTI: per i prossimi 6 sabati, dalle 15 alle 18, informazione e lezioni in piazza…si comincia con:

15 novembre: lezione in piazza a cura dei docenti della Facoltà di Giurisprudenza_continua la campagna di informazione! Il titolo sarà “Eguaglianza”.

RICEVIMENTO GENITORI presso istituti scolastici: momenti informativi rivolti alle famiglie offerte dai docenti, in occasione dei ricevimenti.

21 novembre ore 20.30 ASSEMBLEA PUBBLICA presso Centro Servizi Volontariato (via IV novembre, Ferrara). Sarà trattato il tema della Scuola vs DL137/08 (sulla falsariga dell’assemblea svoltasi ieri su Università&Ricerca vs L133/08).

i contributi dei nostri fotografi_corteo 11/11

novembre 12, 2008

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ore 8: qualcosa si muove

novembre 11, 2008

estratto da estense.com: notizia inserita il 11/11/2008

Oggi il corteo per la scuola pubblica_Lezioni in piazza e concerti anti-Gelmini

È il giorno della manifestazione anti-Gelmini a Ferrara. A chiedere una scuola e una università pubbliche sarà il Coordinamento Scuole Ferraresi che raggruppa i diversi comitati di studenti, genitori, docenti di ogni ordine e grado scolastico, dall’infanzia all’università.

Alle ore 9 è previsto il concentramento in piazzale Poledrelli. Alle 10 la partenza del corteo con l’arrivo in piazza castello. Dalle 15 alle 19 si terranno lezioni in piazza Municipale, largo Castello e piazza Duomo. Dalle 19 alle 20 si terrà l’assemblea pubblico alla sala estense, dove dalle 21 ci sarà anche il concerto di chiusura dei Pilar Ternera e The Calorifer il very hot. La festa si sposterà infine alla sala San francesco, in via savonarola con dancehall di S. Martino.

L’ipotesi di Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), Roma, 11 febbraio 1950

novembre 10, 2008

vauro081008

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”
è davvero solo un’ipotesi teorica?

cronaca di un viaggio in treno_Firenze: assemblea nazionale movimento studentesco

novembre 9, 2008

Giovanni e Clara: arriviamo a Firenze in treno, a Campo Marte ci accolgono un collega toscano, un perugino e un anconetano: siamo 5 in macchina e già provenienti da 4 realtà diverse. Iniziamo bene. Lungo il tragitto che ci porta al polo universitario ci confrontiamo sulle reciproche motivazioni e scopriamo di essere tutti autoinvitati. Non c’è imbarazzo, anzi! Speriamo proprio che gli altri atenei abbiano fatto lo stesso: nata come momento di confronto per le università della regione Toscana, preghiamo che l’assemblea, indetta per le ore 14 presso il polo Morgagni, abbia richiamato in realtà una partecipazione a livello nazionale.

p1050975Ci rendiamo poi conto di essere più di trecento. Con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia, convogliamo nell’atrio e ci mettiamo in ascolto. Le persone sedute al tavolo si propongono come mediatori: il movimento nasce dal basso e non elegge leader, casomai portavoce o rappresentanti, per permettere un lavoro corale ma concreto. Ad ognuno è data la possibilità di portare il proprio contributo: si inizia con entusiasmo, i proclami incitano a proseguire con la protesta e gli applausi scoppiano molto di frequente. L’onda anomala con la sua creativa spontaneità è espressione di un movimento irrappresentabile che non accetta definizioni ma vuole avere coraggio e forza di imporsi nella storia. C’è grande fiducia: l’attuale e perverso meccanismo generatore di una cultura elitaria, costruita su baronie e nepotismi, va estirpato alla radice. Vogliamo essere terreno fertile: fin dall’infanzia esigiamo un’istruzione “plurale”, qualificante, stimolante. La crescita corrisponde ad un processo di formazione di identità sociale, di edificazione di coscienza critica. Cultura significa trasmissione di valori. E il discorso non estromette cittadino alcuno, siamo tutti coinvolti dal momento in cui tutti siamo stati istruiti, indipendentemente dai risultati professionali raggiunti, dal reddito, dalla categoria sociale: da questa consapevolezza nasce l’idea di collaborare con i lavoratori e di prendere parte alle prossime iniziative di mobilitazione (12 novembre a Roma, con i metalmeccanici della Fiom, 14 a Roma con il corteo dei sindacati, 15 e 16 con le assemblee generali studentesche). A questo proposito constatiamo la necessità di un ripensamento a 360°: non si tratta di arroccarsi presidiando l’attuale funzionamento del sistema (come spesso la stampa erroneamente sottolinea) ma di uscire allo scoperto, bilanci alla mano, con un disegno propositivo. Alcuni interventi, in effetti, apportano numeri concreti denunciando le spese folli sostenute dalle università (“sapete quanto vale la voce “consulenze” sul bilancio degli atenei? Provocazioni sì, ma del tutto dimostrabili). In materia di finanziamenti emerge tutta la preoccupazione intorno al tema delle “Università-fondazioni”: viene ribadito il rischio gravante sulla ricerca, quella pura e “disinteressata”, inevitabilmente incanalata verso una direzione precisa se incentivata da imprese/aziende private e, appunto, “interessate”. Anche ad Harvard, volendo citare il modello americano, il 60% dei fondi è emesso dallo Stato.

Tra gli studenti universitari riuniti si coglie talvolta il richiamo (nostalgico) alle lotte di classe, non manca mai la parola “compagni”, ma esistono atenei che vogliono farsi promotori di un linguaggio nuovo, forse meno anacronistico. L’ateneo di Ferrara, nel dichiararsi apartitico, abbraccia senza vergogna quest’ultima linea, il che non significa certo rimanere silenziosi di fronte agli scempi di piazza Navona, o omettere che il movimento si pone come antifascista. Ma, parliamoci chiaro, nel contesto attuale, l’antifascismo va concepito sostanzialmente come opposizione al pensiero unico, all’omologazione supina entro valori, tanto ampollosi nella loro esplicitazione formale quanto privi di contenuto, imposti dall’alto.

Giovanni al microfonoGiovanni prende parola, l’incipit è accolto calorosamente e l’esperienza ferrarese è portata quale esempio di concertazione ancora embrionale, ma di grande potenziale. Propone atti concreti: fissiamo delle date, organizziamo tavoli di lavoro. La difficoltà sarà grande e il tempo probabilmente si dilaterà: occorre tenere alto il livello di attenzione, informare, coinvolgere, esigere partecipazione. Tra gli uditori qualcuno è irritato: la parola “rappresentanza” puzza di oligarchia. Possiamo giurare invece che il contributo si limiterà (qualora venisse accettato) ad un lavoro di coordinamento, democratico e capillare, ma teso al raggiungimento di uno scopo alto: unione di intenti a livello nazionale.

Crediamo fermamente, e i passi marcati fino ad oggi a Ferrara ne sono dimostrazione, che una proposta costruttiva sia necessaria e nel momento in cui è nota a tutti la difficoltà di convogliare opinioni diverse entro un’unica voce, sosteniamo la modalità della votazione democratica, e il voto espresso diventi oggetto di elaborazione ulteriore. Snelli e pragmatici, o rischiamo di produrre belle parole che, purtroppo, esaltano gli animi ma non sono in grado di produrre cambiamenti effettivi.

I contatti con le altre università italiane sono allacciati, la rete pescherà nell’onda solo i pesci migliori (proposte valide, documentate, concorrenziali e supportate da apporti pluridisciplinari)…

…work in progress…

conferenza stampa dell’8.11.2008

novembre 8, 2008

Alla presenza dei rappresentanti di scuole elementari, medie superiori ed iferiori, dell’Università, dei genitori e del giornalista di estense.com e de La Nuova Ferrara, si è tenuta oggi la conferenza stampa per la presentazione del coordinamento (formatosi il 4 novembre 2008) di genitori, studenti, docenti, personale A.T.A. e precari di tutti gli ordini di scuola e dell’Università.

Questo coordinamento “si pone l’obiettivo di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica ferrarese sulle conseguenze dei tagli economici e delle scelte programmatiche che questo governo ha già operato e prevede di realizzare entro dicembre: dai D.L. 133 (finanziaria Tremonti), 154 art. 6 bis (disposizioni urgenti per il dimensionamento delle istuzioni scolastiche) e 137 (decreto Gelmini) alla proposta di legge 953 (Aprea, ora in discussione al Parlamento) sino al piano per l’Università annunciato dal Ministro Gelmini.

La riforma colpisce tutti gli ordini di scuola e l’Università in termini di impoverimento delle risorse umane, culturali e finanziarie, anzichè offrire ai giovani stimoli formativi alti e competenze adeguate per affrontare le sfide del domani.”

Lo slogan scelto è SIAMO TUTTI COINVOLTI!

“Tutti vogliamo scuola e Università pubbliche in cui:

-il percorso vada dall’apprendimento scolastico all’apprendimento come stile di vita;

-l’importanza degli apprendimenti sia pari al saper vivere in un gruppo eterogeneo, gestendo i conflitti nella  logica della costante ricerca del bene comune;

-le competenze siano nella pluralità degli individui (docenti, precari, personale A.T.A., studenti, famiglie) con le loro storie ed i loro caratteri.”

Inoltre è stato fatto il punto della situazione da parte dei rappresentanti dei coordinamenti dell’ateneo ferrarese sulla manifestazione di martedì 11 p.v. e si è resa nota la volontà di organizzare un banchetto pomeridiano attivo per tre ore il sabato pomeriggio (si è fatta richiesta perchè lo si possa tenere nella piazza della cattedrale) per informare, parlare, discutere con la cittadinanza.

novembre 7, 2008

estratto da: Il Resto del Carlino | ISTRUZIONE

La Gelmini invitata a Ferrara_Studenti sul piede di guerra

Il ministro dell’istruzione è stato invitato a prendere parte a un seminario organizzato dalla Ssis. In forse la sua partecipazione. Forte contestazione da parte degli studenti ferraresi: “ci prepariamo ad accoglierla”
Ferrara, 4 novembre 2008 - Si attendono forti contestazioni dopo l’invito da parte dell’università di Ferrara al ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini, chiamata a prendere parte al seminario di studi ‘La Ssis ‘rapita’: la formazione docente nel guado’, previsto per il prossimo 11 novembre nell’Aula Magna di via Savonarola. La partecipazione del ministro al seminario organizzato dall’Ateneo è ancora in forse ma, nonostante ciò, la macchina organizzativa dei contestatori ha già messo in moto un piano di manifestazioni.

Dopo l’ufficializzazione dell’invito, nel caso in cui il ministro facesse visita nella città estense, gli studenti hanno deciso di organizzare una giornata di mobilitazione dando vita a un corteo per le vie del centro, con un corteo che sfilerà anche sotto la sede del rettorato di via Savonarola. Ai ragazzi dell’ateneo ferrarese si aggiungerebbero anche studenti provenienti da Bologna, Forlì e Cesana: “vogliamo organizzare una degna accoglienza alla Gelmini, se partecipera”, spiegano gli studenti dell’Asseblea permanente no Gelmini della Facoltà di Scienze Politiche di Bologna.

Al termine della manifestazione (il cui percorso è ancora al vaglio della Digos) si prevedono lezioni e assemblee in piazza, ed un concerto alla Sala Estense. Mentre si studia la contestazione la Ssis fa comunque sapere che non ha ancora ricevuto conferma ufficiale della partecipazione del ministro Gelmini. Solamente giovedì o venerdì si conoscerà la risposta.

estratto da: Estense.com (5/11/08)

Niente visita a Ferrara per la Gelmini_La segreteria del ministro giustifica con ”motivi istituzionali”

Il ministro Gelmini non sarà a Ferrara. La titolare del dicastero all’istruzione era stata invitata dall’ateneo estense al seminario di studi “La Ssis rapita: la formazione docente nel guado” organizzato dall’università di Ferrara in via Savonarola per martedì 11 novembre.

Alla notizia della possibile presenza in città della tanto contestata autrice dell’altrettanto discussa riforma, gli studenti universitari di Ferrara avevano lanciato una sorta di gemellaggio con i colleghi di Bologna, Forlì e Cesena per organizzare una contestazione ad hoc con tanto di corteo, lezioni all’aperto e concerto finale nella Sala Estense.

Oggi invece è arrivata la notizia dalla segreteria del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca che ha informato che “per motivi istituzionali l’on. Mariastella Gelmini non sarà presente al seminario di studi”.

novembre 6, 2008
estratto da: La Repubblica.it | SCUOLA & GIOVANI | 6 novembre 2008

LA SCHEDA

Atenei, ecco i provvedimenti approvati dal governo

ROMA – Il decreto legge sull’Università varato oggi dal Consiglio dei Ministri dà una boccata d’ossigeno agli Atenei.
Concorsi più trasparenti. Finora la commissione era formata da un membro interno e 4 membri eletti. Le nuove modalità prevedono che sarà eletto un pool molto ampio di professori all’interno del quale poi saranno estratti a sorte coloro che faranno parte della commissione che giudicherà. “Si evita così – spiega il ministero – il rischio di predeterminare l’esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a partecipare”. Con conti in rosso niente assunzioni. Si pone un freno alle gestioni finanziarie non adeguate di alcune università. Da oggi gli atenei con bilanci in perdita non potranno bandire concorsi per docenti o personale amministrativo. Dal 2009, tremila posti in più per ricecatori. Ci sono 150 milioni di euro per favorire il turn over. L’obiettivo è quello di favorire l’assunzione di giovani e diminuire l’età media dei docenti italiani. Incentivi dunque alle Università per favorire il pensionamento e l’assunzione di giovani docenti. Gli atenei potranno anche decidere di fare entrare solo giovani ricercatori arrivando quindi a 2 giovani ricercatori per ogni docente in pensione. Almeno il 60% delle assunzioni devono essere destinate ai nuovi ricercatori e le università che rinunceranno a trattenere i docenti oltre i 70 anni di età possono raddoppiare il numero dei posti per ricercatori. Agli atenei migliori 500 milioni di euro. Cinquecento milioni di euro (cioè il 5% del Fondo del Finanziamento Ordinario) saranno distribuiti alle Università migliori: quelle con produzione scientifica, organizzazione e qualità didattica migliori. Le università più virtuose saranno individuate attraverso i parametri di valutazione Civr, Cnvsu e modelli internazionali. Soldi a chi elimina corsi inutili. Saranno premiate con più finanziamenti, trasferiti direttamente dal ministero, le università che ridurranno sedi distaccate non funzionali e corsi di laurea in eccesso rispetto alle reali esigenze formative degli studenti e alle richieste del mondo del lavoro. Enti ricerca esclusi da blocco assunzioni. Gli enti di ricerca sono esclusi dal blocco delle assunzioni che è entrato in vigore per tutte le amministrazioni pubbliche. Concorsi già banditi fuori da turn over. I bandi di concorso per posti da ricercatore già banditi sono esclusi dal turn over. 2300 ricercatori dunque saranno esclusi dal blocco del turn over. Per studenti meritevoli 135 milioni di euro. Un incremento di 135 milioni di euro sarà destinato ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici. Nel 2009-2010, con il nuovo finanziamento, tutti gli idonei in Italia avranno la borsa di studio e l’esonero dalle tasse. Sono 180 mila oggi i ragazzi idonei a ricevere la borsa di studio e l’esonero dalle tasse universitarie, ma solo 140.000 li ottengono. Residenze universitarie, 65 milioni. Sessantacinque milioni di euro sono destinati a nuove strutture. Si prevedono 1700 posti letto in più per studenti universitari.

estratto da: ASCA agenzia stampa quotidiana nazionale | 6 novembre 2008

Università: DL Gelmini conferma tagli 2010 ma sblocca turn over

Roma, 6 nov – I tagli previsti per il 2010 dalla manovra economica varata quest’estate resteranno, ma in compenso i bandi di concorso per posti da ricercatore gia’ banditi sono esclusi dal turn over. Insomma, il decreto legge sull’Universita’ varato oggi dal consiglio dei ministri non ”risolve” tutti i problemi, ma ne attenua alcuni. Il ministro Maria Stella Gelmini ha innanzitutto assicurato che ”il decreto approvato non e’ la riforma dell’Universita”’ ma ”un provvedimento piccolo di tre articoli e un quarto di copertura”.

In questo senso infatti sono state approvate le linee guida per la riforma universitaria, un documento programmatico di legislatura che ”offriamo al dibattito con il mondo accademico e che sara’ oggetto di discussione nelle commissioni competenti e nelle Aule parlamentari”. Quattro priorita’: la riforma del reclutamento dei docenti e dei ricercatori; la riforma del dottorato di ricerca; un forte impegno sulla valutazione e riforma della governance”.

Sul fronte dei tagli il ministro si e’ detta comunque ottimista: ”Abbiamo un anno e anche di piu’ per iniziare un percorso di riforme che rendano questi tagli meno dolorosi”, con l’aiuto della ”razionalizzazione dei corsi di laurea, dell’eliminazione dei corsi con un solo studente, della diminuzione delle sedi decentrate si relizzeranno dei risparmi” che potranno essere ”investiti nuovamente sull’universita”’. I concorsi non saranno bloccati ed e’ stato ”introdotto un cambiamento nei meccanismi di composizione delle commissioni esaminatrici, introducendo il sorteggio.

E poi le ”buone nuove”: sono stati stanziati 150 milioni per favorire il turn over dei ricercatori: per 1 docente in pensione entreranno due ricercatori; 500 milioni di euro andranno invece alle universita’ ”migliori” mentre alle universita’ con bilanci ”in rosso” sara’ proibito assumere nuovo personale. E ancora: per la prima volta in Italia tutti gli aventi diritto, 180mila studenti, avranno la borsa di studio e sono stati inoltre stanziati 65 milioni di euro per nuove residenze universitarie.

Alla vigilia della mobilitazione generale prevista in tutta Italia il 14 novembre il ministro Gelmini ha lanciato un appello agli istituti accademici: ridurre corsi e sedi distaccate. ”Il decreto – ha detto – va letto in parallelo con la richiesta alle Universita’ ad eliminare i corsi frequentati da pochi studenti e l’impegno da parte degli stessi atenei a non aumentare le sedi distaccate”, in modo tale da risparmiare rendere i tagli previsti per il 2010 ”meno dolorosi”.

Resoconto ASSEMBLEA Facoltà di Architettura (4 novembre)

novembre 5, 2008

resoconto assemblea studenti1

Prof. Aldessandro Somma

Claudia


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